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The Hives a Milano: puro rock che spacca tutto

29 ottobre 2025. Milano. L’Alcatraz. E i The Hives. Non è solo un concerto, è una resa dei conti tra noi fan storici e quella botta di energia selvaggia che ci ha cambiato la vita più di vent’anni fa. Sono passati 24 anni da quando, nel 2001, è esploso Your New Favourite Band e tutto, per chi come me allora aveva un modem 56k e una pila di CD vergini sul tavolo, tutto è cambiato. Erano gli anni in cui si giocava a FIFA col joystick su PC, si facevano LAN party collegando i computer via cavo ethernet e per parlare con un amico si usava ancora il telefono a gettoni o il 3310 con Snake. E in cuffia? I The Hives. A manetta.

Una vita dopo, ancora qui: Forever Forever The Hives

I The Hives hanno questa cosa addosso che pochi altri hanno: un’energia punk primordiale elegante e sfrontata. Ogni volta che li ascolto è come tornare al primo download su Napster, alla prima partita a Sensible Soccer, ai tempi in cui Fuser giocava nel Parma e bastava un CD con Hate to Say I Told You So per sentirsi immortali.

Tra politica, pixel e risate: l’Italia ribelle del 2001

Nel 2001 l’Italia era un calderone di cambiamenti: le elezioni del 13 maggio portarono Silvio Berlusconi al potere con la sua Casa delle Libertà, sconfiggendo il centrosinistra di Francesco Rutelli e inaugurando il Governo Berlusconi II, un’era di polarizzazione politica e media onnipresenti. Mentre il Paese si divideva, comici come Maurizio Crozza, già brillante in Mai dire Gol, ci facevano sbellicare con imitazioni al vetriolo e battute come “Forza Italia, ma non troppo, che poi ci tocca emigrare!”, che catturavano il sarcasmo di un’Italia tra entusiasmo e disillusione. La satira, da Zelig con Antonio Cornacchione e il suo “Povero Silvio!” a L’Ottavo Nano, era il nostro modo di esorcizzare un’epoca di dibattiti accesi, proteste come il G8 di Genova e un’industria mediatica in trasformazione. Intanto noi giovani scappavamo nei mondi virtuali: GTA III rivoluzionava il gaming con il suo open-world, Halo e Metal Gear Solid 2 ci tenevano incollati ai joystick, e l’industria dei videogiochi esplodeva (9,4 miliardi di dollari globali). Era l’alba del boom digitale: Napster sfidava le major, i CD masterizzati giravano come sigarette in pausa pranzo, e il rock garage dei The Hives era la colonna sonora perfetta per una generazione che voleva ribellarsi, tra un joypad e un’urna elettorale.

Un ritorno che promette fuoco e fiamme

L’ultima volta li abbiamo visti a Bologna nel 2024, al Sequoie Festival, un live infuocato. Stavolta si alza l’asticella: l’Alcatraz è la venue perfetta per un’esplosione sonora come la loro. Il nuovo album, registrato con Pelle Gunnerfeldt e Mike D dei Beastie Boys (mica gli ultimi arrivati), promette brani che sono tutti potenziali singoli, ognuno capace di stenderti al primo ascolto. Se siete tra quelli che credono che il rock sia morto, preparatevi a ricredervi. I The Hives lo tengono vivo a colpi di chitarra, come un defibrillatore in 4/4.

La serata perfetta: Alcatraz + Yard Act

L’Alcatraz di Milano, in via Valtellina 25, è il tempio perfetto per questo culto sonoro. Ampio, grezzo, pronto ad accogliere migliaia di fedeli del rock pronti a saltare, cantare e sudare come se fossimo ancora nel 2001. Ad aprire? Gli Yard Act, altra botta di adrenalina che renderà l’attesa ancora più carica. I biglietti sono su Ticketone a partire da 37,00 € (più prevendita), oppure 45,00 € direttamente la sera dell’evento. Se siete veri fan, potete accedere alla prevendita esclusiva preordinando il nuovo album sul sito ufficiale della band. Fidatevi, ogni volta è come la prima. Non esistono “mezze serate” con loro. Solo concerti che ti ribaltano. Flyby!

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