A venticinque anni dalla loro nascita, i Gorillaz si confermano una delle realtà più sorprendenti e inafferrabili della musica contemporanea annunciando The Mountain, il loro nono album in studio in uscita il 20 marzo 2026, e un tour che attraverserà Regno Unito e Irlanda fino a culminare con un grande concerto al Tottenham Hotspur Stadium di Londra.
Il progetto nasce da sessioni di registrazione itineranti tra Londra, India, Medio Oriente e Stati Uniti, e raccoglie 15 brani che si muovono tra sonorità e lingue diverse, dall’inglese allo hindi, dall’arabo allo spagnolo e allo yoruba, riflettendo l’anima nomade del collettivo creato da Damon Albarn e Jamie Hewlett.

L’album, pubblicato dal nuovo label KONG, ospita diversi collaboratori di spicco: Black Thought, Johnny Marr, Idles, Omar Souleyman, Anoushka Shankar, Sparks, e contributi postumi di Dennis Hopper, Bobby Womack, Dave “Trugoy the Dove” Jolicoeur, Tony Allen e Mark E. Smith.
Il primo singolo estratto, The Happy Dictator con Sparks, offre uno dei momenti più teatrali del disco. Damon Albarn canta un invito a lasciarsi alle spalle le cattive notizie per trovare un rifugio interiore, confermando la tensione del gruppo verso temi politici e personali allo stesso tempo. The Mountain Tour, che partirà da Manchester il 21 marzo e toccherà Birmingham, Glasgow, Leeds, Cardiff, Nottingham, Liverpool, Belfast e Dublino, vedrà in apertura il rapper argentino Trueno e gli Sparks in alcune date, confermando l’apertura della band verso generi differenti.

Jamie Hewlett, cofondatore e illustratore, ha ridisegnato i personaggi di 2D, Murdoc, Noodle e Russel, rappresentandoli questa volta in uno scenario esotico, dando un volto visivo a un album che si annuncia come un vero percorso iniziatico. Dopo l’anteprima segreta durante il “Mystery Show” della residenza londinese House of Kong, cresce l’attesa per quello che sembra essere il lavoro più ambizioso dei Gorillaz, un disco che non mira soltanto a scalare le classifiche ma a portare il concetto stesso di band virtuale a una nuova dimensione culturale.
In un panorama musicale sempre più omologato, The Mountain appare come una dichiarazione di intenti: un invito a salire più in alto e ad avere uno sguardo d’insieme, a vedere oltre i nostri confini, sia a livello “umano”, che filosofico, interiore, ma anche politicamente parlando, mescolando generi, lingue e culture. Con il nuovo album e il tour in arrivo, i Gorillaz dimostrano di non essere una semplice anomalia del pop, ma un laboratorio aperto che ancora oggi e sin dai suoi albori sfida i confini tra musica, arte e identità.
Il singolo The Happy Dictator, con il quale i Gorillaz annunciano il nuovo album.