Non so voi, ma io ho già il biglietto pronto, la maglia nera tirata fuori dal fondo dell’armadio e un cuore che batte a mille ogni volta che parteTonight, Tonightnelle cuffie. Quest’estate iThe Smashing Pumpkinsarrivano a Milano e per chi come me è nato troppo tardi per vivere il loro boom ma abbastanza presto per innamorarsene lo stesso, beh è come un viaggio nel tempo, uno di quelli che ti segnano. Nati nei primi anni ’90, sotto la guida visionaria diBilly Corgan, i Pumpkins non sono mai stati una band normale. Hanno attraversato i decenni sfidando ogni categoria e ogni etichetta. Dal grunge allo shoegaze, dall’heavy metal all’orchestrazione sinfonica, il loro è sempre stato un universo a sé.Siamese DreameMellon Collie and the Infinite Sadnessnon sono semplici dischi, ma esperienze, mondi in cui perdersi, ritrovarsi e lasciarsi sconvolgere.

Ogni canzone è un piccolo universo,Bullet With Butterfly Wingsti fa urlare contro il mondo,1979ti stringe lo stomaco di nostalgia, poiDisarm,Zero,Mayonaise, pezzi che non invecchiano mai, come certe emozioni troppo vere per passare di moda.
E ora eccoli qui, ancora in piedi dopo trent’anni, ancora tostissimi. Non nostalgici, non revival, ma vivi, i soliti ragazzini che suonano le chitarre e inseguono i riff. Con dischi nuovi, energia da vendere e un culto che non smette di crescere. Il loro live a Milano sarà una catarsi collettiva, un’onda sonora che ci travolgerà tra luci, distorsioni, poesia e sudore. Un rito rock, un abbraccio generazionale tra chi li ha scoperti su MTV e chi su TikTok.
Sì perché i Pumpkins non sono mai stati solo una band. Sonoun modo di sentire, di attraversare il buio a testa alta, con le chitarre come scudi e la malinconia trasformata in arte. Sono la dimostrazione che l’alternativo può essere enorme, teatrale, eterno. Flyby!
