
C’è una scena a South London che da anni produce musica difficile da catalogare. Dal Windmill di Brixton sono passati i Fat White Family, i Warmduscher, i Paranoid London. Gente che ha preso il punk come attitudine, non come genere. IDeciusvengono da lì.
La band nasce dall’incontro tra i fratelliLiam e Luke Maydella Trashmouth Records,Quinn Whalleydi Paranoid London, eLias Saoudi, frontman dei Fat White Family. Quattro persone che si conoscono da anni e che a un certo punto hanno deciso di fare insieme qualcosa che non assomigliasse a niente di quello che facevano separatamente. Il nome viene dall’imperatore romano: decadenza, eccesso, piacere che non chiede permesso.
Il suono è acid house, disco, techno. Niente chitarre, niente batteria vera. Bassi che pompano, ritmi ossessivi, la voce in falsetto di Saoudi che scivola tra il libidinoso e il febbricitante. Iggy Pop li ha descritti come “un libero collettivo di musicisti tra i più problematici e ribelli” e li ha lodati per il loro sound viscerale che “arriva dal buio”.
Decius Vol. I(2022, The Leaf Label) porta l’ascoltatore in quei club degli anni Settanta e Ottanta tra New York e Chicago, quegli spazi ai margini frequentati da comunità che altrove non avevano spazio.Decius Vol. II(Splendour & Obedience), uscito nel gennaio 2025, spinge più in là con un suono più elaborato.Queen of 14th Stè il tipo di pezzo che resti ad ascoltare più volte senza capire bene perché. Il sottotitolo richiama una serie televisiva degli anni Sessanta sulla civiltà occidentale: il filo di sofferenza nascosto dietro ogni cosa civilizzata come soggetto del disco. Può sembrare una postura, ascoltando sembra l’unica descrizione onesta.

I Decius non sono una band rock nel senso stretto, ma vengono dalla stessa radice caotica che ha sempre alimentato il rock migliore. In un momento in cui molta musica sembra costruita per non disturbare nessuno, disturbare è già un atto politico.
