Jameson Distilled Sounds Roma | Talk & Live Session
In questa serata organizzata da Jameson Distilled Sounds a Roma, il format dedicato alla musica live e ai talk con gli artisti, abbiamo visto protagonista Mara Sattei. Per chi non conoscesse Jameson Distilled Sounds : è un’iniziativa che unisce musica, creatività e storytelling, portando sul palco artisti affermati ed emergenti in sessioni live accompagnate da talk e incontri con pubblico e stampa. L’evento propone di raccontare il dietro le quinte della musica dando voce ai processi creativi e alle storie personali degli artisti.
Il nuovo approccio creativo di Mara Sattei
Nel corso dell’incontro, il tema del cambiamento che ha caratterizzato il suo ultimo lavoro è emerso più volte sollecitato dalle domande del talk. Mara Sattei ha raccontato come, rispetto al passato, questa volta la scrittura abbia avuto un ruolo centrale: “Volevo fare un disco suonato, che si differenziasse dal primo, qualcosa di diverso”. Un processo lungo, costruito passo dopo passo, che l’ha vista coinvolta anche in veste di produttrice: “È stato un bel lavoro di squadra”.
Tra Londra e Dublino: esperienze che formano
Parlando del metodo creativo, Mara Sattei ha spiegato come non esista una regola fissa: “A volte parto da topline canticchiate, altre volte da qualcosa di già scritto o da una base”. Le esperienze all’estero hanno avuto un ruolo fondamentale: durante le sessioni a Londra alcuni brani sono nati completamente da zero, come nel caso di “Abbey Road”, costruito attorno a un giro di pianoforte e sviluppato successivamente. Londra e Dublino hanno rappresentato tappe fondamentali: “Abbiamo conosciuto artisti formidabili, sono stati giorni bellissimi che ricordo con affetto”. Il viaggio nelle due città ha avuto un ruolo essenziale nel processo creativo, arricchendo non solo il lato artistico, ma anche quello umano.
Ascolti e influenze
Interessante anche il suo approccio all’ascolto: “Non ascolto troppa musica quando lavoro, per non farmi influenzare”. Nonostante questo, negli ultimi anni non sono mancati riferimenti come Justin Bieber e Rosalía, citati anche per il loro impatto oltre la dimensione puramente musicale. Tra le influenze più profonde resta Alicia Keys: “Ho iniziato a suonare il pianoforte per lei, guardavo i suoi video e volevo farlo a tutti i costi”. Un percorso iniziato da autodidatta su YouTube, che ha segnato uno dei momenti chiave del suo avvicinamento alla musica. Tra i desideri più ambiziosi, spicca anche quello di “avere la vocalità di Aretha Franklin”.
Scrittura, tecnica e consapevolezza
Sul piano tecnico, Mara Sattei sottolinea quanto sia fondamentale mettersi in discussione: “È importantissimo lavorare sui propri punti di forza, ma anche mettersi in discussione per migliorarsi”. Un processo che passa soprattutto dalla scrittura, tra parole e metriche, e dal confronto continuo. Pur mantenendo fiducia nel proprio istinto, l’artista non rinuncia a verificare il risultato: “Quando faccio un brano sono abbastanza sicura, ma poi lo riascolto sempre, anche in auto. È un momento in cui riesco ad avere un parere più oggettivo”.
Sanremo 2026 e il ritorno ai live
Parlando dell’ultima edizone di Sanremo, Mara Sattei ha raccontato come il brano presentato al Festival sia nato prima dell’evento: “È nato in studio d’estate, dal pianoforte, e poi abbiamo cucito intorno archi e arrangiamenti per il Festival”. Anche l’estetica ha avuto un ruolo centrale, guidata dal suo gusto personale: “Parte tutto da me, da quello che voglio esprimere”, ha spiegato, citando la collaborazione con Vivienne Westwood come un’esperienza significativa. Guardando al live l’artista si è detta entusiasta di tornare sul palco dopo tre anni: “Sono molto contenta di essere qui stasera e carica per questo ritorno live”. Ad accompagnarla, Alessandro Donadei il suo compagno e producer/chitarrista per uno show che segnerà anche una novità importante: “anche io suonerò live, cosa che non ho mai fatto prima”.
L’obiettivo è chiaro: costruire qualcosa di “unico e identitario”, capace di raccontare questi anni in modo autentico e creare “un momento magico e intimo” con il pubblico.
Uno sguardo al futuro e all’evoluzione come artista
Infine, uno sguardo al futuro: tra i desideri c’è anche quello di approfondire il ruolo di produttrice. “Mi piacerebbe studiare e metterci mano davvero, non escludo nulla”. Un’apertura che conferma la volontà di continuare a sperimentare e ampliare il proprio linguaggio artistico.
Il talk ha restituito l’immagine di un’artista consapevole, in una fase di piena evoluzione. Mara Sattei appare sempre più coinvolta nei processi creativi che definiscono la sua musica, con un approccio che unisce istinto, studio e apertura al confronto. La sensazione è quella di un percorso ancora in costruzione, ma già solido nelle sue fondamenta: dalla scrittura alla dimensione live, fino al possibile sviluppo futuro come produttrice, il suo progetto artistico sembra muoversi con una direzione precisa. Proprio in questa ricerca continua, tra ambizione e autenticità, si intravede uno degli elementi più interessanti della sua identità musicale.