ANENOAdi Matias Aguayonon è solo album: è arte viva, sperimentazione e ricerca.ANENOAè musica, condivisione e performance… e oggi, abbiamo bisogno più che mai ditornare alla creazione disinteressatacomprendendo quanto un’opera non sia un oggetto chiuso ma unprocesso in continua evoluzione.
In un panorama musicale sempre più orientato alla standardizzazione dell’esperienza dal vivo – basti guardare quanto i famigerati grandi tour replichino fedelmente lo stesso spettacolo da una città all’altra – Matias Aguayo continua a percorrere una traiettoria radicalmente diversa. Musicista, produttore e figura centrale dell’elettronica contemporanea, il fondatore dell’etichettaCómemeha più volte dimostrato quanto egli concepisca la musica come linguaggio in costante trasformazione alimentato dall’incontro, dall’imprevisto e dalla contaminazione.
È proprio da questa visione che nasce ANENOA, un progetto chesupera il concetto stesso di performanceper trasformarsi in un organismo vivo, capace di mutare insieme ai luoghi e alle persone che incontra; la forza diANENOArisiede infatti nel suo processo creativo – o, ancora meglio, nella libertà di diventare qualcosa di diverso ogni volta – dissolvendo quella distanza tra artista e pubblico che il teatro definisce convenzionalmente “Quarta parete”.
Tanto il suo ideatore quanto loshowmostrano grande disponibilità al cambiamento, pronti a diventare qualcosa di diverso a ogni tappa richiamando, per certi aspetti, l’idea del Punto in Movimento teorizzata da Peter Brook. Per il grande regista inglese il teatro non è mai un’opera definitivamente compiuta ma un processo che prende forma nell’incontro irripetibile fra interpreti, spazio e pubblico dove ogni replica è inevitabilmente diversa perchédiversa è l’energiache la attraversa: la stessa tensione creativa che animaANENOA.
Aguayo parte da una struttura aperta, consapevole che ogni città possieda una propria identità culturale e umana scegliendo di costruire lo spettacolo insieme agli artisti della scena locale, lasciando che siano proprio quelle relazioni a ridefinire, di volta in volta, il linguaggio, la forma e “il risultato” senza toccarne l’essenza – la quale appare ben felice di rendersi malleabile -.

Risulta lampante quanto l’opera, finalmente, prenda forma attraverso undialogo autenticocon il territorio diventando il riflesso della sua identità culturale e artistica, piuttosto che l’ennesima riproduzione di un format preconfezionato: una scelta che racconta molto più di una semplice metodologia di lavoro perché significa dare valore alle realtà indipendenti, spesso lontane dai riflettori ma fondamentali per mantenere viva la ricerca artistica. Significa comprendere che la cultura cresce quando viene condivisa e che la creatività non è un gesto individuale, bensì un processo collettivo.
Ecco come ANENOA assumMatias Aguayo anenoa una dimensione politica, opponendosi con naturalezza alla logica dell’omologazione che domina gran parte dell’industria musicale contemporanea, ed è proprio qui che emerge la statura di Matias Aguayo: essere artisti non significa soltanto produrre musica, salire su un palco, “avere successo”, ma avere la sensibilità di creare connessioni, generare nuove possibilità e restituire spazio a chi quel territorio lo vive ogni giorno.
In questo senso Matias Aguayo sembra incarnare una delle intuizioni più profonde di Rick Rubin ben chiara ne La creatività. Un modo di essere: la creatività non nasce dall’affermazione dell’ego, bensì dalla capacità di ascoltare il mondo e di entrare in relazione con esso. In questa prospettiva, l’artista non impone una forma ma si lascia trasformare dall’incontro, facendo della condivisione il vero atto creativo.
ANENOAnon celebra il talento individuale ma laforza generativa dell’incontrodimostrando che lacreatività, prima ancora che un gesto, è unmodo di stare nel mondo. Un progetto che dimostra come l’innovazione più autentica nasca dall’ascolto, dalla collaborazione e dalla fiducia riposta nelle comunità creative locali; in un’epoca in cui tutto tende ad assomigliarsi, questa è una scelta profondamente controcorrente e che ha il coraggio di disobbedire.
