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Mar 20 Febbraio, 2024 - 22:02

Girlhood in Olivia Rodrigo: la rabbia è sexy!

Nell’album “Guts” la cantante rivendica lo stato di girlhood – il periodo in cui si è ‘ragazze’ ma non ancora ‘donne’ – mettendo in discussione le narrazioni imposte sulla figura della ragazza, e i tabù non ancora superati, uno dei più ostinati proprio quello della female rage: la rabbia femminile.

Olivia Rodrigo da RollingStone

Dopo il singolo di debutto Drivers License, con cui ha vinto come migliore performance pop solista ai Grammy nel 2022, la cantante statunitense ha pubblicato il suo primo album Sour. Il gusto amaro del cuore rotto di una teenager, nella dolcezza delle sue melodie nostalgiche, ha immediatamente battuto il record per il debutto femminile più ascoltato in una sola settimana su Spotify.

Olivia ci accompagna in un percorso quasi terapeutico – una catarsi attraverso il ricordo – facendosi portavoce di una adolescenza più complessa di quanto si faccia trasparire. La stessa cantante rivela quanto sia importante per lei la terapia, e si dimostra attivista in questo senso, validando i sentimenti del nostro adolescente interiore.

Il primo album prepara la strada per un excursus d’emozione che la porterà ad esplorare nuovi generi. È accompagnata da Dan Nigro, produttore e collaboratore sempre vicino alla cantante, proveniente da un immaginario suburban rock che traspare nello stile.

L’artista ammette che il suo ultimo album Guts – in traduzione ‘coraggio, fegato’ – ha senz’altro rappresentato una sfida dopo le alte aspettative generate dal successo di una così giovane ragazza. Ha solo 17 anni quando rilascia il suo primo singolo.

La cantante afferma a riguardo:

Venendo dal molto inaspettato, molto apprezzato successo che Sour aveva, c’era così tanta pressione su ciò che sarebbe venuto dopo. Avevo tutte queste voci nella mia testa, quello che pensavo la gente avrebbe voluto, non volevo deludere la gente. […] 

Continua nell’intervista di People:

Sono così grata per tutto ciò che è successo allora, e per tutte le porte che si sono aperte. Ma, in un certo senso, è anche bello pensare: Ora posso fare musica per me. Capisci cosa intendo? Sento che adesso posso permettermi di fare quello che voglio. […] 

E ce lo dimostra nel suo nuovo album, che dalla girlhood ci proietta in una aldulthood da affrontare con coraggio, tanto fegato… e non scordarti di essere sempre grata! 

« I’m grateful all the time, I’m sexy and I’m kind », canta, « I’m pretty when I cry». Sono sempre grata, sono sexy, sono gentile e sono bella quando piango. 

Rodrigo con tono sarcastico racconta la realtà meno ironica di una ragazza, una donna, che si interfaccia al mondo. Una realtà in cui la nostra rabbia – così come il nostro dolore – è spesso incompresa, diviene un fetish, una fantasia, un “sei più bella quando sei arrabbiata”.

In un’intervista di RollingStone la cantante afferma a proposito:

Penso che tutti sappiano cosa significa essere messi in una scatola in un certo senso. Una cosa che ho sempre affrontato, soprattutto quando ero più giovane, è sentirmi come se non potessi essere arrabbiata o esprimere insoddisfazione o lamentarmi per paura di essere ingrata. Questa sensazione è stata repressa dentro di me e ha causato molti problemi. Avevo tutta questa rabbia che ribolleva dentro di me. Soprattutto quando sei un adolescente e sei confuso, ti senti come se il mondo ce l’avesse con te e sei così insicuro […] 

È difficile per le giovani donne esprimere la rabbia in modo sano e indipendente dalle aspettative della società. A volte esprimere rabbia costituisce un rischio reale di attirare violenza materiale, rendendolo un atto proibito, un triste tabù. Come traspare dai testi dell’artista, vivere la femminilità significa abbracciare la nostalgica sorte della rabbia che spesso diventa autodistruttiva.

Ma finalmente – dopo tutto quel heart-break multiplatino – Olivia appare nei panni di una ventenne senza freni, che dà sfogo ai suoi istinti e racconta la verità senza filtri e senza scuse.

«Non posso scegliere parti di me stessa da esprimere. E se questa è la cosa peggiore che sto facendo, allora penso di stare andando abbastanza bene».

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