
Janis Joplin prima del 10 giugno 1966
Oggi voglio raccontare la storia di una dellevoci intramontabilidella musica mondiale:Janis Joplin. Sarò di parte – è la mia cantautrice preferita sin dall’adolescenza –, ma lospessore emotivodel suo canto non ha eguali nella scena passata e presente. Non per nulla,Rolling Stonesl’ha riconfermata nella classifica “The 200 Greatest Singers of All Time” del 2023 al 78 posto. Eppure, sono sicuro che nella lista di “voci straziate” potrebbe tranquillamente conquistare il podio. Probabilmente insieme ad alcuni colleghi e colleghe del famigeratoClub 27.
Janis Joplinnasce il 19 gennaio 1943 a Port Arthur,una cittadina industriale del Texas poco avvezza all’integrazione delle diversità. La sua infanzia è il preambolo di una vita passata a rincorrere l’accettazione sociale. Vittima di bullismo per il suo aspetto fisico non canonico e per una personalitàanticonformistae reazionaria, trova conforto nella musicabluesefolk. Due generi che risuonano dallo stomaco:visceralie per nulla patinati. Oltre alla musica, tenta diesorcizzare il dolorerelativo al suo essere un’outsidertramite la ricerca spasmodica di un’alterazione mentale. Come spesso accade infatti, i disagi sociali vengono affogati in un mare di alcool e droghe.
Dal coro della chiesa, fino alle esibizioni in piccoli locali durante il liceo,Janistenta di ripercorrere i passi dellepotenti vocia cui si ispira:Bessie SmitheLead Bellyrappresentano per lei la libertà di espressione emotiva a lei preclusa. La sua versione diNobody Knows When You’re Down and Outsegnerà il primo approccio con il mondo della musica professionale. Nonostante le sue dipendenze, e dopo aver lasciato l’università delTexaspertrasferirsi a San Francisco nel 1963, il fermento culturale della città la porta a costruire importanti relazioni artistiche. L’amicizia conJorma Kaukonen, futuro chitarrista deiJefferson Airplane, è quella che le permetterà di muovere i primi passi nella scenablues. Nel 1964 registrano insieme unaraccolta dicoverchiamataThe Typewriter Tape, in cui si sente in sottofondo la moglie di Jorma intenta a battere a macchina.
Losquilibrio emotivodi Janis, in continuo conflitto conuna società che tenta di omologarla, causa gravi ripercussioni per la salute. L’utilizzo massivo di sostanze pesanti la porta a pesare 40kg e le persone intorno a lei la obbligano a tornare a casa dei suoi genitori, per potersidisintossicare. I supporti familiari e professionali non bastano e il susseguirsi direlazioni amorose tossiche– altra prerogativa della sua intera esistenza – le impedisce di credersi capace di perseguire il suo sogno da lucida.
Il richiamo alla musica, però, è più forte econ la sua chitarra acustica inizia il suo percorso da cantautrice: la sua prima canzone si chiamaTurtle Bluese verrà inserita nel secondo album della fase artistica che laconsacrerà. Iniziata il10 giugno 1966.
«Whoa, chiamami cattiva o chiamami diavolo / Sono stata chiamata in modi molto peggiori»
Janis Joplin dopo il 10 giugno 1966
È proprio il10 giugno del 1966il giorno dell’esordio ufficiale diJanis Joplin. IlpromoterChet Helms, che l’aveva incontrata durante un autostop Texas-San Francisco, la mette in contatto con iBig Brother & The Holding Company. Ilsoundrockeggiante dellabandpermette alla vocalitàsouldi Janis di esplorare nuove sonorità. Il connubio artistico funziona da subito – al contrario di quello personale – e si presentano all’Avalon Ballroomdi San Francisco per il loro primolive.
Fu quello l’inizio di unacarriera fulminea e straordinaria. La sua voce graffiante e la capacità di veicolare in maniera prorompente le emozioni più profonde, conquistano il pubblico delblues rocke il concerto alMonterey Pop Festivaldel1967cementa la sua reputazione comeuna delle migliori artiste della sua generazione. I due album registrati insieme sono un successo, soprattutto il secondoCheap Thrillspubblicato l’anno dopo, cheha regalato al patrimonio musicale la canzone simbolodi Janis:Piece of My Heart. Anche seBall and Chain– seppur meno conosciuta – rimane il primo successo popolare.
La critica non apprezza i musicisti e reclama a gran voce unpercorso solistaperJanis, interessata alla fama nel tentativo di soddisfare il senso di rifiuto che non l’abbandonerà mai. Così, nel1969, con deisupporterpiù affini a lei – laKozmic Blues Band– lavora al primo disco firmato con il suo nome:I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!diJanis Joplin.Maybe,Try (Just a Little Bit Harder) eKozmic Bluessono la dimostrazione di quanto il talento vada oltre le difficoltà.
I riscontri entusiasti e la posizione di rilievo assunta nelpanorama musicale mondiale, tanto da prender parte all’iconico concerto legato alla controculturahippydiWoodstock, non le bastano. Ledinamiche relazionali tossichecontinuano a essere una costante nella sua vita privata. Inevitabilmente legata alla dipendenza e all’abuso di sostanze stupefacenti, che la porteranno allatragica morte per overdosedi eroina l’anno dopo.
Pearlè il suo ultimo lavoro,rilasciato postumo nel 1971: un susseguirsi di intense tracce, che raccontano diuna persona sofferente innamorata della musica.Cry Baby,Mercedes Benz,My Baby, Trust Me eMe & Bobby McGeesono canzoni da ascoltare con ilcuore aperto e tanta malinconia. Ma, senza dubbi, il pezzo più straziante – che consiglio sempre di sentire – èA Woman Left Lonely.
Questo viaggio è finito e io, come capita ogni volta con Janis, mi sentoonorato di poter ancora godere di un lascito così prezioso. Che denuncia un sistema sociale inefficace che favorisce una produttività stritolante, a discapito della sensibilità umana.
La musica è in grado di accompagnare anche le anime più tormentatee voglio concludere con un gestoemblematico, che compì Janis Joplin prima di morire: quando utilizzò la sua fortuna peracquistare una lapideper il suo idolo,Bessie Smith, ingiustamente sepolta in una tomba anonima a causa del colore della sua pelle.
Sfruttare il proprio privilegio, a supporto di chi viene discriminato.Grazie dell’esempio, Janis!
