Con il nuovo album Guitar, pubblicato il 22 agosto 2025 dalla sua etichetta indipendente, Mac DeMarco torna in scena dopo due anni di pausa, e lo fa con un disco decisamente più intimo e minimale rispetto ai lavori precedenti. Dopo alcuni progetti strumentali che avevano diviso il pubblico, il musicista canadese torna alla forma-canzone con un lavoro che mette al centro la sua voce e la chitarra, strumenti che diventano il filo conduttore di un disco tanto semplice quanto personale.
Registrato in solitudine nel suo garage di Los Angeles alla fine del 2024, il progetto porta l’impronta totale di DeMarco, che ne ha curato scrittura, registrazione, produzione, mixaggio e perfino la parte grafica, lasciando ad altri solo il mastering finale. Un gesto che rivela il desiderio di presentarsi senza filtri, con un suono costruito pezzo per pezzo in un ambiente quotidiano e lontano da eccessi.

Il titolo non è casuale: Guitar è un omaggio diretto allo strumento che lo ha accompagnato fin dall’inizio della carriera, un ritorno alle radici che si riflette nelle melodie scarne e nella scelta di arrangiamenti semplici. Le canzoni si muovono in una dimensione soffusa e riflessiva, senza grandi esplosioni o sorprese, come se ogni brano fosse un frammento di diario intimo.
Questa scelta stilistica potrebbe sembrare monotona a chi cerca la varietà e soprattutto lo stile onirico da shoegaze che aveva caratterizzato i dischi più noti del cantante canadese, e in effetti critici e fan hanno accolto l’album con percezioni contrastanti. Da un lato c’è chi sottolinea la maturità e la dolcezza di un lavoro che sembra raccogliere il frutto di anni di esperienze e di vita vissuta lontano dai riflettori; dall’altro c’è chi vede in questa staticità un limite, un eccesso di quiete che rischia di avvolgere i brani in un’atmosfera piatta.
In ogni caso è difficile non riconoscere a Guitar un valore di sincerità artistica: DeMarco non rincorre trend né mode effimere, si limita a fotografare il suo presente attraverso la musica. Questo aspetto si rispecchia anche nella sua quotidianità: l’artista vive ormai una vita appartata, scandita da ritmi rurali e da una ricerca di autenticità lontana dalle pressioni del mercato discografico. Il disco diventa così non solo una raccolta di brani, ma la testimonianza sonora di un modo di intendere la creatività che mette al centro l’essenziale.

L’uscita è accompagnata da un tour mondiale che parte da Los Angeles con più date già esaurite e che porterà DeMarco in Nord America, Europa e Asia fino al 2026. È un ritorno in scena che conferma la volontà di condividere dal vivo queste canzoni, pensate per un ascolto molto intimo e personale. Forse la dimensione concertistica potrebbe rappresentare la vera prova di un album come questo: brani scarni e delicati che prendono vita di fronte a un pubblico attento, pronto ad abbracciare la fragilità come forza espressiva dell’artista.
In definitiva, Guitar è un disco che si offre senza maschere, non cerca di impressionare con produzioni elaborate né con trovate spettacolari, ma preferisce lasciare che la chitarra e la voce dicano ciò che c’è da dire. È un ascolto che richiede tempo e pazienza, che potrebbe sembrare troppo “low profile” in un’epoca abituata a gesti e suoni più eclatanti, ma che proprio per questo rappresenta una dichiarazione d’intenti. Mac DeMarco continua a muoversi per la sua strada, fedele a una visione che non ha paura di sembrare fragile, e in questo coraggio risiede la sua forza, in quella vulnerabilità che fin dagli esordi l’artista ha condiviso con il suo pubblico.
Shining, singolo estratto dal nuovo album Guitar di Mac DeMarco.