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Mar 20 Febbraio, 2024 - 17:02

Jeff Mills: The Wizard a Roma per l’ultimo dell’anno

«Tutto è possibile se riesci a trovare la mappa o il progetto per arrivarci. Quando lavori con il suono e cerchi di far sì che le persone realizzino una certa cosa, creare è una parte del lavoro, ma devi anche capire le persone e sapere come lavorare sulla loro immaginazione e anche sui loro sensi, sia che si tratti di che sia attraverso il cinema, l’arte o la musica. Penso che tu sia limitato solo dalla tua immaginazione».

Jeff Mills, TheTalks

Jeff Mills, instancabile visionario e virtuoso avanguardista è uno dei nomi più importanti nel mondo della musica elettronica. Intenso “Artista del Djing”, Mills è nato e cresciuto a Detroit dove ha mosso i primi passi nel mondo della musica fin da adolescente, facendosi immediatamente notare e affermandosi presto come uno dei maggiori esponenti della detroit techno e minimal techno.

Per l’ultimo dell’anno “Il Mago” porterà la sua magia a Roma, in occasione della diciottesima edizione dell’evento Amore XX NYE Festival che avrà luogo nei padiglioni della Nuova Fiera Roma presentando il primo degli eventi legati alle celebrazioni per i venti anni del marchio AMORE. 

Jeff Mills – AMORE XX NYE FESTIVAL

Jeff Mills: la storia di una leggenda

Pioniere di un genere, di uno stile e di un approccio innovativo al Djing, Mills – tra l’altro fondatore, insieme a “Mad” Mike Banks e Robert “Noise” Hood del noto collettivo Underground Resistance (UR) – è stata una figura essenziale in un universo in grande espansione, e l’importanza della sua influenza era chiara fin dall’inizio: quando “solo” come DJ (Mills ha iniziato a produrre a partire dagli anni ’80) ammaliava le masse grazie all’unicità della propria tecnica, sorprendendo la scena musicale con la propria maestria nell’uso della drum machine e la capacità di remixare i brani, in un viaggio musicale oltre a confini fino a quel momento sconosciuti.

Ecco che lo pseudonimo The Wizard, usato dallo stesso nei primi anni della sua carriera, si addice al DJ e produrre, vero maestro nell’arte del turntablism, nonché una delle figure più significative in una corposa serie di importanti nomi partiti da Detroit e arrivati al successo internazionale.

Final cut e la nascita di UR: Mills e la “seconda generazione”

Prima di fare parte del collettivo UR Jeff Mills stava studiando architettura e, al contempo, si muoveva come eclettico DJ – proponendo dalla house alla techno underground di Detroit, Meat Beat Manifesto e Nine Inch Nails – presso la WDET (radio pubblica di Detroit). È collaborando con Anthony Srock per il progetto industrial techno “Final Cut” che Jeff Mills inizia a produrre (fine anni ’80). 

Con Final Cut, la musica industriale ha incontrato la techno di Detroit, con un risultato dal gusto fantascientifico. Da qui la pubblicazione di Take Me Away (su Polydor, 1989) e l’uscita del primo album Deep Into The Cut (su Full Effect Records, l’etichetta di Srock). 

Sarà Paul Purgas a rendere disponibile l’album in un doppio vinile, pubblicandolo sotto la propria etichetta We Can Elude Control, e descrivendo il progetto come segue:

«Deep Into The Cut segna un momento significativo nella convergenza tra l’estetica industriale classica e il suono emergente della techno di Detroit alla fine degli anni Ottanta. L’uscita serve come finestra su questo momento unico, evocando sia lo spirito trasgressivo della musica industriale europea che la cruda forza militante incanalata nelle prime uscite di Underground Resistance».

Appena dopo la pubblicazione dell’album di debutto di Final Cut, Mills ha deciso di lasciare il progetto in mano a Srock e Joseph LaFata, subentrato al posto di Mills. 

Jeff Mills stava però ponendo le basi per un’altra importante creazione: la nascita di UR, grazie all’incontro con “Mad” Mike Banks avvenuto perché entrambi avevano collaborato con il gruppo Members of the House; una volta subentrato anche Robert Hood, i tre hanno lavorato per l’uscita di EP e singoli (tra cui Waveform e Sonic) affermandosi come i maggiori esponenti della cosiddetta “seconda generazione” della Detroit techno – la quale si allontana dalla prima generazione, quella degli “innovatori” Derrick May, Kevin Saunderson e Juan Atkins (I Tre di Belleville) -.

Non ci è voluto troppo purché l’abilità di Jeff Mills, in grado di fondere la techno di Detroit e il sound rave europeo lo portasse al successo e lo incoronasse come uno dei maggiori DJ degli anni Novanta.

Anni in cui la discografia di Mills comprende due full-length di Waveform Transmissions per Tresor, l’album dal vivo Live at the Liquid Room (Tokyo) e un album per Sony Japan (From the 21st), la raccolta The Other Day per l’etichetta britannica React, svariate collaborazioni con Robert Hood per l’etichetta dell’ultimo (M-Plant) e gli EP da 12 pollici registrati per Axis Records, etichetta firmata “Jeff Mills”.

«Oggi perdiamo molte opportunità. Perdiamo l’opportunità di raggiungere non solo le persone che hanno la fortuna di essere in discoteca la sera, ma anche le persone che stanno semplicemente cercando di vivere la propria vita! La musica elettronica ha la capacità di descrivere cose che sarebbe piuttosto difficile avvicinare ad altri generi».

Jeff Mills per Rolling Store Italia

Da Detroit a New York; Axis Records tra musica e fantascienza: Jeff Mills e “lo spazio”

Nel 1992 Jeff Mills si sposta a New York, dando il via a una carriera da solista. Come resident presso lo storico Limelight club di NY Jeff Mills ha dapprima registrato alcuni lavori per la leggendaria etichetta Tresor, scegliendo poi di aprirne una propria: è stata così fondata Axis Records (quando nel 1992 fonda la sua etichetta discografica Axis – un logo composto da quattro triangoli che puntano verso un centro invisibile -, Mills prende il principio di rotazione del sistema solare come estetica, concetto e modello di creatività).

Con la nascita di Axis Records lo stile di Jeff Mills diveniva sempre più chiaro, così come la sua personalità: un animo in esplorazione, che non ama rimanere fermo in un solo punto, per quanto “comodo” e appagante. Esplorazione umana ed esplorazione musicale, con una visione che esce dai vincoli del mondo sensibile e arriva a conquistare lo spazio:

«Profondamente abitato dalla fantascienza, il DJ, produttore e artista Jeff Mills ne adotta le idee, i concetti, le storie e l’estetica fin dall’inizio. Per lui lo spazio è un’ossessione e la sua musica diventa quasi una “fantascienza musicale”. Conquistando lo spazio, la sua musica incarna il futuro, rispettando il passato e rimanendo nel presente».

Impossibile allora per Jeff Mills non creare attingendo anche alla Settimana Arte, selezionando uno dei capolavori del cinema di fantascienza: Metropolis, film del 1927 diretto da Fritz Lang. Nell’ottobre del 2000 esce per l’etichetta Tresor il quarto album di Jeff Mills: Metropolis, per celebrare i venti anni della pellicola. Una nuova colonna sonora ma mai definitiva, alla quale Mills ha rimesso mano più volte perché, come spiegato dallo stesso, è necessario «Un continuo processo di transizione». Il film con l’omonima colonna sonora Metropolis di Jeff Mills fu proiettato in importanti centri ed eventi culturali, come il Centre Pompidou e al Museo della Musica di Parigi, al Royal Albert Hall di Londra e il Vienna Internatioal Film Festival. 

Dagli anni 2000 a oggi 

L’entrata di Mills nel nuovo secolo non solo ha portato a registrare la colonna sonora del film di Lang, ma  a Time Machine, At First ed Every Dog Has Its Day (quest’ultimo firmato con lo pseudonimo Millsart) e la compilation in CD The Art of Connecting, che sintetizza e sostanzialmente chiude un’era. Nel giugno dello stesso anno Mills ha anche presentato – in occasione del Sonar Festival – al CCCB di Barcellona la sua prima istallazione, ispirata al film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. 

Segue poi una produzione discografica molto corposa e tra le tante release, nel 2004 sono stati pubblicati il CD mix Exhibitionist e l’omonimo DVD mix; sempre nel 2004 viene pubblicata Selection: A Collection of Classics e Mills torna nuovamente al mondo del cinema, questa volta creando la colonna sonora per il film Three Ages (1923) di Buster Keaton. 

Intanto grazie all’uso del DVJ-X, Jeff Mills non solo poteva coordinare i suoni, ma anche le immagini. Dimostrandosi ancora volta sognatore e visionario, The Wizard si fa promotore di un’altra novità, comunque non abbandonando le strade intraprese fin dagli anni di Detroit.

Seguono poi l’album registrato dal vivo con l’Orchestra Filarmonica di Montpellier dal titolo Blue Potential (2005) e una serie di full-length di ispirazione spaziale e fantascientifica, oltre a diversi EP a 12 pollici più “da club” poi convogliati in un medesimo viaggio concettuale, The Sleeper Wakes

Nel 2008 con Tresor esce l’aggiornamento del progetto UR del ’92, dal titolo X-102 e l’anno dopo Mills pubblica un album da solista per Third Ear e anche un secondo, sempre per la stessa etichetta, nel 2010. Un momento molto produttivo per Mills, il quale ha anche fondato la sotto etichetta  Something in the Sky.

Torna l’influenza cinematografica nel 2011, con la pubblicazione di due album che guardano a due film fantascientifici: Fantastic Voyage e 2087. Gli anni successivi, le pubblicazioni facenti parte della storia di The Sleeper WakesThe Messenger (2012), The Jungle Planet (2013) ed Emerging Crystal Universe (2014). Chronicles of Possible Worlds e Man from Tomorrow sono pubblicati nel 2014 entrambi come set di CD/DVD e l’anno dopo Mills pubblica il doppio DVD/CD Exhibitionist 2, un triplo CD Woman in the Moon, di When Time Splits con il pianista Mikhail Rudy.

Il 2016 è l’anno di Free Fall Galaxy sempre interno al viaggio segnato da The Sleeper Wakes. A Trip to the Moon, la sua colonna sonora del fondamentale film muto del 1902, è stato pubblicato nel gennaio 2017. 

Ispirandosi alla suite sinfonica di Gustav Holst, il DJ e produttore registra con l’Orquestra Sinfónica do Porto Casa da Música un album di classica/elettronica e nello stesso anno viene pubblicato anche l’EP Lost in Space con l’Orchestra Nazionale di Tolosa. 

Dall’elettronica alla classica, al jazz: l’EP Tathata, pubblicato sempre nel 2017, è il primo lavoro uscito del quartetto di jazz elettronico di Mills: Spiral Deluxe. 

Un’altra colonna sonora segna i lavori di Mills nel 2018, questa volta per il film giapponese And Then There Was Light. Seguono l’EP Tomorrow Comes the Harvest per il quale Mills ha collaborato con il batterista Tony Allen e un secondo EP, Voodoo Magic. Nel 2019 vengono pubblicati una serie di EP The Director’s Cut, poi, in occasione del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna, Mills ha pubblicato l’album completo Moon: The Area of Influence (luglio 2019).

2020: Mills continua con le produzioni da solista e diverse collaborazioni fino a quando, nel 2021, dà alla luce The Clairvoyant, vera e propria «Seduta spiritica metafisica» come egli stesso la descriverà. The Clairvoyant è nata con lo scopo di essere suonata dall’inizio alla fine in una stanza buia e senza distrazioni. 

Con il compositore e polistrumentista Rafael Leafar, Jeff Mills pubblica The Override Switch (2021) e nel 2022 Jeff Mills con the Zanza 22 terminano il corposo lavoro, viaggio in più stili musicali, Wonderland; esce poi Mind Power Mind Control e un altro album che guarda al capolavoro di Fritz Lang, Metropolis Metropolis (2023).Jeff Mills è attualmente in tour con il progetto sperimentale Tomorrow comes the Harvest (con Jean-Phi Dary e Prabhu Edouard), a dimostrare ancora una volta quanta fame di ricerca e di creazione contraddistingua l’arista, sempre pronto ad espandere il suo suono e la sua visione, perdendosi nello spazio.

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