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0 acqua e 0 giovani, ma la cosa importante è la REMIGRAZIONE

Mentre il dibattito politico si accende sulla remigrazione, l’Italia continua a fare i conti con problemi molto più concreti e molto meno discussi, uno su tutti: l’acqua.

Ogni estate si parla di siccità, razionamenti e raccolti a rischio, ma da decenni il Paese rinvia interventi essenziali. Dighe mai completate, invasi progettati e poi abbandonati, reti idriche obsolete che disperdono enormi quantità d’acqua prima ancora che raggiunga case e imprese. Quando arriva la pioggia, spesso non siamo in grado di conservarla; quando manca, scopriamo di non avere riserve sufficienti.

A questo si aggiunge un’altra emergenza silenziosa: la crisi demografica. Nascono sempre meno bambini, migliaia di giovani lasciano il Paese in cerca di opportunità migliori e interi territori si spopolano. Sono problemi strutturali che incidono sul futuro economico e sociale dell’Italia molto più di qualsiasi slogan del momento.

Eppure l’attenzione pubblica sembra concentrarsi altrove, non perché l’immigrazione non sia un tema importante, ma perché è diventata spesso una scorciatoia politica che evita di affrontare questioni più complesse e costose da risolvere.

Le dighe non si costruiscono nei talk show. Le perdite degli acquedotti non si riparano con i post sui social e i giovani non restano in Italia grazie alle polemiche quotidiane.

Forse la vera domanda è questa: in un Paese che perde acqua, giovani e competitività, siamo sicuri che la priorità nazionale sia un’altra? Flyby!

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